MOTO E PERICOLI SULLA STRADA: CHI PAGA?
Cadere in moto per asfalto sporco è frequente. Ghiaia, olio, foglie bagnate o residui di lavori possono rendere una curva pericolosa. Ma chi paga i danni? Dipende.
La responsabilità dell’ente gestore della strada (Comune, Provincia, ANAS) non è automatica. Secondo la Cassazione, il motociclista ha diritto al risarcimento solo se il pericolo era invisibile, imprevedibile e non segnalato: una vera insidia stradale.
Se invece il pericolo era evidente, segnalato o evitabile con prudenza, l’ente non è responsabile. Lo stesso vale se il motociclista ha guidato in modo imprudente (velocità eccessiva, distrazione, mancato rispetto delle regole). In questi casi il nesso tra anomalia e caduta si interrompe e il risarcimento non spetta.
Per avere possibilità di rimborso serve documentare subito: fotografare la scena, chiamare le forze dell’ordine, raccogliere testimoni, conservare referti medici e preventivi di riparazione. Solo così si può dimostrare che la caduta è stata causata da una condizione anomala della strada.
Se l’incidente avviene su una strada privata, la responsabilità può ricadere sul gestore, ma solo se l’area è sotto la sua diretta cura. Altrimenti resta la competenza pubblica.
In sintesi: la strada non è sempre amica del motociclista, ma la legge tutela chi dimostra con prove che la caduta non dipende da imprudenza personale.
